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Antichi mestieri attraverso la tecnologia digitale

Fu il pittore Pierre-Michel Lafon de Camarsac, insieme a Joly de Saint Franҫois, a depositare nel 1854 il brevetto con il primo procedimento per la realizzazione di immagini fotografiche su ceramica attraverso l’utilizzo di lastre al collodio, all’albumina o alla gelatina. In Italia, invece, questa tecnica deve la sua apparizione intorno al 1860 quando alcuni laboratori, come quello di Carlo Crivelli si specializzarono in questa forma artistica.

Naturalmente erano molteplici gli ambiti di utilizzo, dai piatti, ai vasi, alle spille ed anche a quello della ritrattistica funeraria, proprio per la sua preziosa caratteristica di inalterabilità ad agenti atmosferici.

Oggi, la fotoceramica, è il risultato dell’unione di lavoro artigianale e tecnologia avanzata grazie alla quale è possibile trasferire qualsiasi immagine o disegno su una superficie in ceramica attraverso una speciale decalcomania applicata a mano sull’oggetto. E’ proprio questo tipo di applicazione che richiede la massima precisione e cura dei dettagli che solo la manualità di un esperto artigiano riesce ad imprimere su ogni singolo pezzo, rendendolo unico.

 

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