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Pompei regala nuove scoperte. La data dell'eruzione.

Non esiste un altro sito archeologico in grado di restituire un’infinita serie di dati e informazioni come Pompei.

I nuovi scavi stanno portando alla luce particolari inediti che, grazie all’eccezionale competenza degli archeologi e degli specialisti, vanno a supportare quelle teorie che fino a pochi giorni fa era possibile solo ipotizzare e che oggi, invece, riscrivono la storia della tragica eruzione del 79 d.C. La teoria su una diversa data dell’eruzione è stata a lungo discussa dagli esperti. Già nell’800 un calco di un ramo che fa bacche in autunno aveva fatto riflettere, oltre al ritrovamento di cibo tipicamente autunnale, come le noci, il melograno e il rinvenimento di bracieri.

Ma oggi un’iscrizione a carboncino ritrovata nella regio V indica proprio che l’eruzione del Vesuvio sia avvenuta ad ottobre e non il 24 agosto. La scritta, rinvenuta in una casa all’epoca in corso di ristrutturazione, è, infatti, datata al sedicesimo giorno prima delle calende di novembre, ovvero il 17 ottobre. E’ molto probabile che risalga ad una settimana dalla catastrofe, che secondo quest’altra ipotesi sarebbe avvenuta il 24 ottobre, tesi ulteriormente avvalorata dal carboncino utilizzato che fragile ed evanescente difficilmente avrebbe potuto resistere per lungo tempo.

 

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